30.6.10

NON PIU' INVISIBILI!



Non più invisibili.

“Non dovete essere invisibili!” Questo l’invito del Sindaco di Fara in Sabina, Vincenzo Mazzeo, rivolto ai richiedenti asilo e rifugiati ospiti del progetto di accoglienza, gestito dall’Arci di Rieti, presenti alla festa che si è svolta il 18 giugno presso il Centro Giovanile di Passo Corese.
Ed invisibili non lo sono stati davvero! Anzi, protagonisti attivi di un evento interculturale di enorme valore simbolico.
La mostra fotografica allestita al centro giovanile ha attirato tantissimi curiosi. Nelle foto di Ali Ostovar, giovane ospite del progetto fuggito dall’Iran un anno fa, è stata rappresentata una Fara Sabina inedita, vista con occhi nuovi. Angoli e scorci che hanno attirato l’attenzione di Ali per la loro unicità e che spesso passano inosservati proprio a chi abita il paese.
Abbiamo messo a disposizione dei visitatori della mostra anche fogli e penne sui quali scrivere il titolo che ognuno di loro avrebbe dato alle foto. Esperimento riuscitissimo!
La mostra è stata arricchita dalla musica scritta dallo stesso Ali per l’occasione. Il giovane rifugiato iraniano è infatti anche un bravissimo compositore di musica elettronica.
“Gozar” che significa” Passaggio”, in Farsi, è stato il titolo della mostra. Un passaggio forzato dal paese di origine ad un altro, dove dover ricostruire la propria vita non è sempre facile.
E protagonisti sono stati anche tutti gli altri ospiti del progetto che si sono cimentati nello scrivere nelle proprie lingue madri, su delle magliette bianche, i nomi dei presenti. E’ stata di fatto ribaltata, anche solo per due ore, la consueta pratica di trascrivere nel nostro alfabeto i nomi degli stranieri, necessaria per i permessi di soggiorno e per tutti i documenti in generale. Questa volta sono stati gli stranieri a trascrivere nei loro alfabeti i nostri nomi! Un gioco semplice che ha stupito per l’interesse suscitato nei presenti.
Ringraziamo il Centro Giovanile, la Scuola di Musica e il Comune per la collaborazione! E ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato con entusiasmo!

15.6.10

GOZAR - PASSAGGIO



“Gozar”- Passaggio, questo il titolo della mostra fotografica che verrà inaugurata il giorno 18 giugno alle 18.00 presso il Centro Giovanile di Passo Corese, in occasione della Festa del Rifugiato organizzata dall’Arci di Rieti.
Ali Ostovar, giovane artista iraniano ospite del progetto, ha voluto esprimere attraverso le sue fotografie e la sua musica ( che sarà la colonna sonora della mostra ) il passaggio nelle sue più diverse forme: da uno stato all'altro, da un'emozione all'altra. Attraverso i differenti scatti l'artista crea la rottura di qualsiasi barriera o confine. Si perdono completamente riferimenti di spazio e tempo. Si scorgono caos e totalità del mondo.
Per i visitatori della giornata inaugurale le sensazioni saranno ancora più forti grazie al sottofondo musicale creato dall'artista stesso. Note originali composte in un gioco fatto di similitudini e corrispondenze con le vite delle persone incontrate durante il cammino.
L’Arci sarà lieta di accogliere i visitatori con un aperitivo.
Non mancherà uno spazio per la creatività : uno stand con magliette bianche e colori per stoffa a disposizione di chi avrà voglia di disegnare la propria maglietta con i rifugiati ospiti del progetto, per portarsi a casa un ricordo della giornata.

22.2.10

WAITING FOR..


Abbiamo chiesto ad A.O.,un beneficiario del progetto, bravissimo fotografo, di fare qualche scatto che rappresentasse la sua visione dell'Italia, di Passo Corese e del Progetto. Il risultato è una raccolta di 30 foto che, a breve, diventeranno una mostra itinerante. Aspettando l'evento vi regaliamo in anteprima una delle foto che A.O. ha scattato proprio a Passo Corese.

5.1.10

NON SOLO RIFUGIATI

Spesso le definizioni rischiano di essere totalitarie.
Un immigrato è solo un immigrato, un rifugiato è solo un rifugiato...
La fortuna di lavorare in un progetto SPRAR consiste nell'avere la possibilità di vedere oltre le definizioni.
Abbiamo già pubblicato sul blog la poesia di un nostro, ormai, ex beneficiario.
Adesso pubblichiamo il link al profilo myspace di un beneficiario, attualmente ospite del progetto. E' il profilo di un ragazzo giovane, un musicista fuggito da un regime repressivo. Vi invitiamo ad ascoltare la sua musica contemporanea, che lascia trasparire tutto il suo mondo.

http://www.myspace.com/aly.ostovar

28.12.09

IL RIMPATRIO ASSISTITO

Quanto ci mette un richiedente asilo per ottenere un permesso di soggiorno qualsiasi? Mediamente 9 mesi.
Quanto ci mette l'OIM per organizzare un rimpatrio assistito? 1 settimana

Complimeti all'OIM per l'eccellente lavoro che svolge..ma forse dovremmo riflettere un po'.

7.10.09

SOLIDARIETI A PASSO CORESE sabato 10 ottobre

La manifestazione “Solidarieti 2009” , 6° Meeting del Volontariato della Provincia di Rieti, si chiuderà il 10 Ottobre con una giornata tutta dedicata al tema dell’integrazione interculturale.
I lavori si apriranno alle ore 8.45 presso l’Istituto D’Istruzione Superiore Corese di Passo Corese con la proiezione del film “Jalla! Jalla!” e con dibattito a seguire.
Le attività in programma proseguiranno in Piazza delle Libertà, sempre a Passo Corese, con un incontro dal titolo “Tutto il mondo è paese: storie di terre e migranti” dove italiani emigrati all’estero e tornati in Italia e stranieri presenti nel Comune di Fara in Sabina racconteranno e confronteranno le loro esperienze di migrazione.
Non a caso per questa iniziativa, organizzata in stretta collaborazione con le associazioni Arci di Rieti e Ospedale Domiciliare del Lazio e con il patrocinio del Comune di Fara in Sabina – assessorato alle politiche sociali - è stato scelto quale scenario la frazione di Passo Corese.
L’ambito territoriale a cui si fa riferimento ha infatti subito negli ultimi anni un notevole incremento di cittadini residenti (italiani, comunitari e non), con la conseguente nascita di nuclei abitativi sradicati dal territorio e privi di identità socio-culturale. D’altra parte gli attuali processi di globalizzazione determinano intensi processi migratori verso i paesi dell'Occidente "sviluppato".
Nella stessa Europa risiedono circa 20 milioni di immigrati extracomunitari. Le problematiche legate alla società multietnica ci toccano quindi da vicino ed evidenziano contraddizioni e conflittualità. In quest’ottica il rischio della discriminazione non può non essere considerato come una questione di interesse sociale che riguarda la scuola e la società tutta. L’attualità ci pone quindi necessariamente davanti a un bivio: cogliere l'occasione per l'apertura, il confronto tra diversità, con la prospettiva di un arricchimento reciproco o, viceversa, chiuderci nelle paure e difenderci dal cambiamento. Il rischio di formazione di sacche di emarginazione e di conflittualità è fortemente legato alle condizioni e alle opportunità di promozione sociale che la società e le sue istituzioni, in primis la scuola, offrono per garantire la qualità dell'integrazione e la qualità della convivenza tra persone appartenenti a culture diverse. Dati questi presupposti, la giornata del 10/10/2009 è stata strutturata in modo da lanciare un segnale verso la costruzione di una società accogliente e inclusiva e di una scuola intesa come laboratorio sociale che educa alla convivenza, alla cittadinanza attiva e alla solidarietà. Questa idea passerà anche attraverso momenti più leggeri, ma comunque improntati sul confronto costruttivo ed arricchente tra le diverse culture. A partire dalle 19.00 circa ci immergeremo infatti in atmosfere musicali e cucine tra il locale e l’etnico. Invitiamo pertanto tutti a partecipare all’appuntamento del 10/10/2009 a Passo Corese di Fara in Sabina.

24.9.09

UNA POESIA DALL'IRAQ

Perché scrivo?

Perché non pubblico le mie poesie, mi chiedi
Ma io, amico mio, non altro che per me stesso scrivo
Qui la quiete, qui il biasimo a volte
per le torture del mio cuore
Qui le parole degli amanti
Si fanno traccia per intime speranze
Simili a una preghiera
Solo per respirare
Parole che pronuncio
Prima che mi abbandonino
E che prendano il volo
separandosi dal mio mondo
Per non perdersi in esso o restarne sommerse
È per questo che scrivo
Per ridurre il dolore della separazione
Trovare senso al vuoto di un desiderio sospeso nel petto
Per abbreviare distanze e differenze
E attraversare il confine proibito
E percepire la mia stessa presenza
E rivelare i miei sogni e i desideri profondi
E per esprimere e persino piangere a parole
Quello che più di tutto vorrei dire
Senza saperlo fare
O non potendo
nella mancanza di qualcuno che ascolti
Per liberare almeno la mia disperazione
Sono preghiere le mie poesie
O forse doni
Per trovare una via di fuga
Da un posto senza uscita
E a volte scordare l’impossibile
Ed evocare la possibilità


Why do I write?

You are asking me
Why I don’t publish my poems
My friend, but I just write them for myself
Calm here and blame here
Sometimes to the tortured love in my heart
Words which are assumed to a lover
A trail to tell my restricted hopes
A kind of prayer
Only to breathe
Words I took her out
Before it exclude me out of myself
And to fly up from my reality
To not be missed more in or submerged
And to reduce the pain of separation
Dictate the vacuum left longing in my chest
And underestimate the distances and differences
And cross the cross-border prohibited
And to feel my presence
And to expose my internal wishes and intentions
Say and even cry by words
About most what I want to say
And can not say
Or can not find whom ready to listen
To liberate from hopeless
They are so as prayers or a gift
And sometimes to runaway
When there is no getaway
And to neglect the impossible
And cross to the possibility


Poesia di E.A. (Iraq)
Traduzione : Tatiana Rossi